Policy Privacy

Privacy Policy

Confintesa Palermo e Sicilia

  • La Vostra Fiducia........

  • .......La nostra forza !!!

prev next

Ricerca

Slider - Articoli

Dove Siamo

Linee Guida

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Linee Guida

Gli stati moderni contengono spesso contraddizioni laceranti e pericolose per la loro stessa esistenza e tuttavia continuano a tollerare, con singolare miopia, la nascita, lo sviluppo e la coesistenza, raramente pacifica, di strutture sociali incapaci di generare nuovi, positivi equilibri. E nella forzata coesistenza di vecchio e nuovo, di antico e moderno, si sviluppano tensioni sociali più simili alle primitive lotte per la sopravvivenza che alle formidabili aspettative di una ordinata società civile.
Troppo spesso assistiamo allo scontro irresponsabile tra forze sociali incapaci di attivare le forme più elementari della collaborazione politica per evitare conflitti che non avranno alcun vincitore.
E così le strutture portanti dello Stato dimenticano l’unione di intenti e di aspirazioni, dimenticano l’orgoglio e la coscienza di appartenere ad una società unica. Dimenticano e diventano il coacervo di gruppi separati gli uni dagli altri che si contendono logore strutture sociali nel disperato ed inutile tentativo di continuare a mantenerne il controllo.
Si escludono a vicenda e si combattono perché non sanno più di appartenere alla stessa unità e non perseguono altro che i loro interessi.
E dal trionfo dissennato del “particulare” la “lotta per la sopravvivenza” trae nuovo vigore generando un devastante effetto domino su tutte le categorie sociali abbattendosi infine sul “livello più basso” che può essere solo sfruttato perché oltre non c’è nessun altro da depredare.
E con lo sfruttamento perdono forza diritti vecchi e nuovi: dal diritto all’istruzione alla tutela della salute, dalla difesa del welfare alla tutela dell’ambiente, dal diritto al lavoro allo sviluppo dell’arte, della scienza, della filosofia che sembrano ormai non avere più “contenuto sociale”.
Confintesa respinge la logica arida e pericolosa dei predatori e dello scontro insensato di una guerra di tutti contro tutti.

Confintesa persegue la valorizzazione delle specifiche professionalità presenti nei luoghi di lavoro, pubblico e privato, nel rispetto dell’unità complessiva del mondo del lavoro.
Afferma il valore della solidarietà e considera fondamentali il pieno rispetto della libertà sindacale e del pluralismo che ne consegue, rifiutando qualsiasi monopolio.
Confintesa nasce non solo dall’esigenza espressa da una molteplicità di soggetti rappresentativi del mondo del lavoro pubblico e privato che vogliono essere protagonisti di una nuova stagione del sindacalismo italiano, ma anche dalla profonda consapevolezza di coloro che hanno compreso che le Confederazioni tradizionali hanno ormai abbandonato la tutela e gli interessi dei lavoratori.
Lo statuto di Confintesa costituisce uno degli strumenti essenziali per svolgere tale impegno: si discosta infatti dagli statuti delle altre confederazioni esistenti perché è possibile aderire senza assumere gravosi vincoli formali e senza costringere le associazioni aderenti a forzate permanenze.
La scommessa è dare dunque vita ad una libera Confederazione in grado di unire quei sindacati che intendono rappresentare le istanze dei loro associati unicamente attraverso l’azione sindacale, svincolata da esigenze partitiche o di classe.

Processo di umanizzazione della economia
Siamo assolutamente contrari al libero mercato e alla globalizzazione della economia senza limiti e regolamentazioni. Il libero mercato, senza controllo, non è un fine ma solo un mezzo per realizzare la tirannide economica.
In realtà, la globalizzazione del mercato e dell’economia, ha reso i ricchi più ricchi e i poveri sempre più poveri.
La produzione si sposta dove è più conveniente produrre, dove la manodopera costa poco, i regimi sono amici e il sindacato inesistente. L’etica è una parola sconosciuta.
Gli interessi economici particolari si impongono troppo spesso su scelte politiche a danno della comunità trascurando la programmazione e il conseguimento di obiettivi sociali al solo scopo di garantirsi il profitto a tutti i costi.
A nostro avviso, il profitto non può né deve essere il solo elemento correlato al capitale. Il profitto deve essere visto in chiave umanitaria. Si deve, ad esempio, prevedere la detassazione di tutte le quote di profitto reinvestite in impegni sociali.
Tutto deve tendere ad un nuovo e radicale processo di “umanizzazione della economia” nell’epoca della globalizzazione.
E’ fondamentale che i lavoratori siano coinvolti nelle scelte strategiche dell’azienda, anche per evitare conduzioni manageriali non condivisibili o “allegre” che trovano soluzione solo con la cassa integrazione o con il licenziamento, con la sottrazione di grandi capitali e con l’indebitamento dei piccoli risparmiatori.

on 17 Febbraio 2016
Creato: 28 Febbraio 2016
Ultima modifica: 28 Febbraio 2016
Visite: 2124

Webmaster


WebMaster: Sig. Giovanni Corrao - Contatta il WebMaster


 

Sali Su